Seminario su poesia e Cantico francescano
Il 13 maggio 2025 all’Università Cattolica di Milano, nell’ambito della Rassegna “Francesco tra le righe” incentrata sul rapporto tra poesia contemporanea e il Cantico di San Francesco, ha avuto luogo il seminario che ha visto l’intervento del poeta Davide Rondoni, figura centrale nel panorama letterario italiano, già responsabile del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna e presidente del Comitato per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
L’incontro è stato introdotto dal dott. Alessandro Zaccuri, direttore della comunicazione dell’Università Cattolica.
Nel suo intervento denso e articolato, Rondoni ha evitato un approccio puramente accademico, concentrandosi sull’esperienza del Cantico come testo che “continua a seminare fascino oscuro”.
Rondoni vede nel testo francescano un “Cantico del segno”, ovvero un inno delle realtà create che rimanda alla sua origine, a Dio. «San Francesco – afferma Rondoni – non canta la natura in sé, ma la bellezza delle creature in quanto appartenenti all’Altissimo». Non è un canto ecologista, precisa, ma una lode alla creaturalità, visto che le creature sono amabili perché “Sue”, perché segno di una bellezza che le supera.
Nel Canticoè chiara la tensione tra l’Altissimo e la piccolezza dell’uomo, tensione che genera la poesia: «Francesco esprime un cortocircuito tra l’onnipotenza divina e la piccolezza umana – sottolinea Rondoni. – E la poesia nasce proprio qui: nel sentire che la vita è più grande di noi, misteriosa, e che noi siamo quasi nulla».
Riprendendo l’idea di segno, sostiene che la realtà non è misurabile né possedibile: (“le cose più importanti della tua vita, grazie a Dio, non si vedono”), ma si colgono per segni – come l’amore, la grazia, o la bellezza. In questo orizzonte si inserisce anche la povertà francescana, vista non come miseria, ma come spoliazione da ogni pretesa di possesso: «La povertà francescana – ha continuato il relatore – è uno sguardo realista che ricorda: “nulla è tuo”. Dante, nel Paradiso, descrive la Povertà come sposa di Cristo, figura radicale ma liberante. Oggi invece si confonde povertà con deprivazione, ma questo è un errore: la chiave è guardare il mondo come segno, non come possesso“.
Il poeta rivendica un’arte che non sia intrattenimento, né autobiografia o sociologia, ma sguardo radicalmente altro, capace di custodire il senso del sacro: «senza questo spazio non c’è arte, non c’è poesia, non c’è umano».
Francesco, secondo Rondoni, ha influenzato poeti lontani come D’Annunzio, Pasolini, Ungaretti e Campana (Salvare la poesia della vita. In cammino con i poeti e Francesco è il volume dove l’autore incontra e riporta i versi di alcuni poeti che si sono confrontati con la figura e la santità di Francesco) proprio perché in lui si concentra una sfida radicale: vivere l’esistenza come risposta a una chiamata e non come costruzione del sé.
Il seminario si è chiuso con le considerazioni conclusive di p. Gianluca Zuccaro e l’invito al prossimo appuntamento del 14 ottobre con lo scrittore Alessandro Mari, sempre nella sede di Milano dell’Università Cattolica.
[Le foto dell’evento sono di proprietà ©Università Cattolica di Milano]















Davide Rondoni (Forlì 1964), poeta, scrittore e traduttore, ha pubblicato diversi volumi di poesia con i quali ha vinto alcuni tra i maggiori premi di poesia. È tradotto in vari Paesi del mondo in volume e rivista.
Ha fondato il Centro di Poesia contemporanea dell’Università di Bologna e la rivista «clanDestino»; è presidente del MU.FO.CO (Museo di fotografia contemporanea). Ha curato numerose antologie poetiche, tiene corsi di poesia e master di traduzione. Nel 2023 ha scritto e interpretato il documentario SacrItalia, trasmesso su RaiDue.
È stato nominato dal Consiglio dei Ministri, Presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (2026)
