Luogo: Perugia, Sala San Francesco, Curia Arcivescovile

Ora: 17:00

Incontro con Roberto Rossi Precerutti

Roberto Rossi Precerutti poeta, scrittore, critico letterario e saggista, sarà ospite di Francesco tra le righe mercoledì 3 dicembre, alle ore 17, presso la Sala San Francesco del Palazzo della Curia Arcivescovile di Perugia (Piazza IV Novembre, 6).

L’incontro vedrà la partecipazione di Fr. Pietro Maranesi, Rettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi e docente di Teologia dogmatica e Francescanesimo all’Istituto teologico di Assisi.

Riportiamo di seguito l’intervista apparsa su Insula Europea (link) del prof. Carlo Pulsoni dell’Università degli Studi di Perugia.

Nel ringraziarti d’aver accettato di essere tra gli ospiti del ciclo di incontri Francesco tra le righe, ti chiedo a quando risale la tua prima conoscenza del Cantico delle creature?

La prima conoscenza del Cantico risale all’infanzia e alla lettura di mia madre, molto sensibile alla spiritualità francescana.

Ci sono dei versi del Cantico che ti hanno particolarmente colpito e perché?

Particolarmente interessante è, per me, il passo in cui l’autore allude alla “nostra morte corporale”. Il tema dell’intreccio fra morte e vita è una costante del pensiero medievale, spesso caratterizzato da una svalutazione del percorso terreno dell’uomo. Tuttavia, nel testo di Francesco, la consapevolezza del destino di finitudine dell’essere umano si accompagna alla serena contemplazione del creato, dono di indubitabile bellezza, e a un senso potente e, a mio avviso, originale del nostro essere natura, dell’esserci, qui e ora, nell’ abbraccio con tutto ciò che esiste.

Ritieni che la sua lettura possa aver ispirato la composizione di qualche tua poesia?

Penso che il Cantico abbia ispirato, seppur copertamente, il mio lavoro in versi soprattutto per quanto concerne il tema del perdono, che attraversa, anche se in una prospettiva laica, alcune mie pagine (si vedano, ad esempio, le due sillogi dedicate a Caravaggio: Fatti di Caravaggio Verità irraggiungibile di Caravaggio).

A 800 anni dalla sua composizione, credi che il Cantico abbia ancora una sua attualità?

L’attualità del Cantico risiede, al di là della sublime ispirazione religiosa, in una sorta di rilkiano imparare a vedere, da intendere come gioioso e insieme profondo apprendimento della molteplicità del reale e della necessità, per la parola poetica, di misurarsi in modo inesausto con quanto del mondo creato ci affascina, pur nella sua costante imprendibilità.


Medievista per formazione universitaria, i suoi contributi di saggista e traduttore (soprattutto dal francese e dall’antico provenzale, ma anche dallo spagnolo e dal catalano) sono apparsi prevalentemente sulla rivista «Poesia» e in alcune antologie dell’editore Crocetti e di Rizzoli-Corriere della Sera.

Nel 1982, ventinovenne, dopo alcuni anni trascorsi a Parigi e al termine di studi universitari conclusi con una tesi in medievistica, Roberto Rossi Precerutti pubblica una raccoltina poetica, Entrebescar, che riversa in forme brevi o chiuse – la seconda parte è tutta formata da sonetti – la sua profonda conoscenza della letteratura francese, e soprattutto della poesia provenzale. Se ad Arnaut Daniel e ad altri trovatori sarà poi dedicata una parte cospicua della sua futura attività di critico, l’insistenza su una forma poetica in cui la regolarità metrica coincide con una clausura del senso emerge, con singolare coincidenza cronologica, nello stesso anno, il 1982, nel quale Medicamenta di Patrizia Valduga, seguito di lì a poco da Rame di Gabriele Frasca, dà l’avvio al fenomeno del neometricismo (quello dei giovani, s’intende, perché Zanzotto e Sanguineti, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, praticano anche loro sonetti e strofismi regolari).

A una serie di libri pubblicati presso Crocetti (tra i quali: Una meccanica celeste, 2000, Premio Lorenzo Montano 2001; Rovine del cielo, 2005, Premio Mondello 2006; La legge delle nubi, 2012; Rimarrà El Greco, 2015, finalista Premio Viareggio 2015) si sono aggiunti quelli usciti per Neos edizioni (Vinse molta bellezza, 2015; Verità irraggiungibile di Caravaggio, 2020, finalista Premio Viareggio 2020; Il sogno del cavaliere, 2021, finalista Premio Guido Gozzano; Lo sgomento della grazia, 2022; Voci per un’ingannevole pace, 2024), per Aragno (Fatti di Caravaggio, 2016, finalista Premio Viareggio 2017; Un impavido sonno, 2019, finalista Premio Viareggio 2019; e ora Genio dell’infanzia cattolica, 2021), e per MC (Lungo fiumi di luce, 2024).  Dirige la collana La Mandetta di Neos edizioni, per la quale ha curato, tra l’altro, l’edizione dei testi teatrali La caccia, Nella tana di Luigi Lo Cascio (2012), Ades. Tetralogia del sottosuolo di Giancarlo Pontiggia (2017). Tra le altre pubblicazioni, si segnalano il saggio O poca nostra nobiltà di sangue. Le rimosse origini piemontesi di Ernesto Rossi (2020), San Giacomo di Stura. Un monastero medievale alle porte di Torino (2021), le traduzioni dei Sonetti funebri di Luis de Gongora (2023) e del Bestiario o Corteggio di Orfeo di Guillaume Apollinaire (2024).